Ballerina

Durante gli eventi di “John Wick: Parabellum“, Eve Macarro (Ana de Armas) viene accolta dalla Ruska Roma. L’organizzazione segreta che addestra assassini letali con la stessa disciplina con cui forma ballerine classiche. Dodici anni dopo, Eve è una “kikimora”, un’agente d’élite con un passato irrisolto: il brutale omicidio di suo padre per mano del misterioso “Chancellor” (Gabriel Byrne). Quando una missione le fa intravedere la possibilità di vendetta, Eve disobbedisce agli ordini della sua mentore (Anjelica Huston) e si lancia in una spirale di violenza, colpi di scena e scontri spettacolari.

Una vendetta senza tormento  

La trama di Ballerina si muove su binari già percorsi troppe volte: addestramento infantile, trauma originario, inseguimento del nemico e lotta finale. Il problema non è tanto l’assenza di originalità, quanto l’incapacità di rendere personale e necessario il percorso di Eve. Dove John Wick partiva da una perdita emotiva genuina e quasi surreale (un cucciolo come ultimo legame con la moglie), Ballerina imposta la sua vendetta su coordinate molto più generiche e, di conseguenza, meno coinvolgenti.

Ana de Armas è visivamente perfetta nel ruolo. L’impegno fisico nelle scene d’azione è evidente, ma il personaggio non le offre mai la possibilità di scavare a fondo. Eve è fredda, determinata, letale, ma anche emotivamente piatta. E se John Wick, pur silenzioso, era costruito su una malinconia palpabile, Eve sembra definita più dalla coreografia che dalla psicologia.

Miti, regole e culti: il peso dell’universo condiviso

Il film insiste nel costruire e complicare il mondo già stratificato della saga di John Wick, aggiungendo culti segreti, regole arcane e nuove gerarchie che appesantiscono la narrazione. L’introduzione del “Chancellor” e del suo misterioso culto risulta forzata. Molti elementi sembrano messi lì più per allungare la mitologia che per arricchire davvero il film. Le apparizioni di McShane, Huston e dello stesso Keanu Reeves sembrano più fan service che reali necessità narrative.

Azione spettacolare, ma discontinua

La regia di Len Wiseman – con l’aiuto evidente di Chad Stahelski, il regista originale di John Wick richiamato durante i reshoots, in alcune sequenze – garantisce un buon livello tecnico: sparatorie coreografate con stile, uso creativo degli spazi (come nella scena nel night club con sculture di ghiaccio) e un finale ambientato in un villaggio innevato che offre momenti visivamente suggestivi. Tuttavia, l’azione è spesso fine a sé stessa: non costruisce tensione, non fa avanzare la storia e, soprattutto, non riesce a sorprendere. Il film procede come un best of della saga principale, ma con meno inventiva.

Eleganza (quasi) sprecata

Tra i meriti del film, spicca una cura estetica notevole. La fotografia esalta il contrasto tra luci al neon e spazi oscuri, e i costumi – come sempre nell’universo Wick – contribuiscono a un’identità visiva forte. Ma questa eleganza non basta a nascondere la debolezza strutturale della sceneggiatura. Molti personaggi sono poco più che comparse con una battuta a testa. Il risultato è un film che sembra promettere molto ma resta sempre a metà strada tra la danza e l’imitazione.

Ballerina è quindi uno spin-off che tenta di espandere l’universo di John Wick puntando su un nuovo volto e una prospettiva femminile, ma senza riuscire a lasciare un segno. Ana de Armas dimostra ancora una volta di avere il carisma e la presenza per guidare un action movie, ma è intrappolata in una narrazione prevedibile e impersonale. Le scene d’azione funzionano, ma raramente entusiasmano. Se non altro, conferma quanto sia difficile danzare con grazia nell’ombra di John Wick.

Ballerina arriva in sala dal 12 giugno, distribuito da O1 Distribution in collaborazione con Leone Film Group e Rai Cinema.

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