Dragon Trainer

Diretto da Dean DeBlois, autore anche della trilogia animata, Dragon Trainer è il remake live action dell’amatissimo film d’animazione DreamWorks del 2010, tratto dai libri di Cressida Cowell. Protagonista è il giovane vichingo Hiccup (Mason Thames), figlio del capovillaggio Stoick l’Immenso (Gerard Butler), cresciuto in un mondo in cui i draghi sono nemici mortali. Ma tutto cambia quando Hiccup stringe un legame inaspettato con un esemplare rarissimo: Sdentato, una Furia Buia. Tra battaglie, nuove alleanze e una minaccia che incombe sull’isola di Berk, Hiccup e Sdentato si ritroveranno a sfidare secoli di odio e a riscrivere il destino dei loro popoli.

Un remake che sceglie il rispetto

Ciò che sorprende di più nel live action di Dragon Trainer è la sua misura. A differenza di molti rifacimenti recenti, Dean DeBlois – che ritorna alla regia – non cerca forzati aggiornamenti né revisionismi spinti, ma costruisce con eleganza un adattamento che rilegge il materiale originale senza rinnegarlo. I momenti chiave della trama rimangono invariati, ma sono arricchiti da sfumature emotive e dettagli narrativi che riflettono una maturità diversa: come se DeBlois, tornando a casa dopo anni, avesse voluto sistemare ciò che aveva lasciato in sospeso.

Hiccup e Sdentato, la magia è (quasi) la stessa

Il cuore del film resta l’amicizia tra Hiccup e Sdentato, e la buona notizia è che funziona ancora. Mason Thames porta sullo schermo un Hiccup meno ironico rispetto alla controparte animata, ma più introspettivo e credibile in live action. E Sdentato, realizzato con una CGI spettacolare, mantiene intatti l’espressività e il carisma che lo hanno reso un’icona. Il loro legame è costruito con grazia e misura, ed è ciò che dà senso a tutto il film, più ancora della trama o dell’azione.

Un cast convincente, con Butler a fare da ponte tra i due mondi

Al fianco del già citato Mason Thames, Nico Parker dà ad Astrid una personalità più dura e autonoma: il suo risentimento iniziale verso Hiccup aggiunge tensione e spessore alla loro evoluzione emotiva, rendendo il passaggio da rivali ad alleati più credibile. Ma è Gerard Butler, unico del cast originale a riprendere il proprio ruolo, a dare continuità emotiva tra le due versioni del film. Il suo Stoick è imponente e umano, autoritario ma affettuoso, capace di trasmettere tutta la complessità del rapporto padre-figlio. I momenti più intimi con Hiccup, tra sguardi trattenuti e silenzi carichi di affetto, sono tra i più riusciti dell’intero film.
Menzione anche per Nick Frost, che interpreta il fabbro Gobber con ironia e calore, senza mai cadere nell’imitazione di Craig Ferguson: il suo personaggio diventa una figura di riferimento solida e affettuosa, perfetto contraltare al rigore di Stoick.

Visivamente ricco, ma con qualche incertezza tonale

La mano di Bill Pope alla fotografia e l’apporto musicale di John Powell – che rielabora le partiture originali con nuovi arrangiamenti – danno al film una forza visiva e sonora innegabile. La CGI è curata, i draghi sono credibili, gli ambienti suggestivi. Tuttavia, l’effetto “uncanny” di alcune sequenze troppo simili al film d’animazione può risultare straniante, e non sempre il passaggio dal cartoon al live action trova un giusto equilibrio. La messa in scena, a tratti, fatica a staccarsi dalla coreografia perfetta dell’originale e sembra riprodurne il ritmo senza la stessa leggerezza.

Una storia senza tempo, con un messaggio che funziona ancora

Nel complesso, il live action di Dragon Trainer riesce laddove molti remake falliscono: non cerca scorciatoie nostalgiche né reinvenzioni forzate. È un’opera rispettosa e consapevole, che riporta sul grande schermo una storia potente sul coraggio, la diversità e l’empatia. Certo, non ha lo stesso impatto emotivo dell’originale e soffre un po’ nel confronto, ma dimostra che, quando si parte da un grande racconto, non serve stravolgere tutto per farlo funzionare di nuovo. Basta saperlo ascoltare.

Dragon Trainer è in anteprima in alcune sale da domenica 8 giugno, per poi uscire in tutta Italia giovedì 13 giugno. Distribuito da Universal Pictures.

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