lilo e stitch

“Lilo e Stitch”, dopo solo 23 anni, tornano al cinema nella loro versione live. Disney, dunque ci riprova nonostante le discussioni che si sono erte online. Del resto l’accoglienza degli ultimi tentativi non era stata delle migliori. Considerando persino tutte le controverse nate dal live action di Biancaneve, la Casa di Topolino è alla ricerca del riscatto.

“Lilo & Stitch”, che arriva dal 21 maggio nei cinema, deve affrontare la conferma – o la smentita – sulla validità dei remake in carne e ossa. Restano mere campagne di marketing, oppure il sogno affabulatore è ancora in grado di impartire insegnamenti a grandi e piccini?

“Ohana” significa famiglia

Lilo & Stitch è, ancora una volta, la storia di un’amicizia profonda, del bisogno di appartenenza e della forza di una famiglia imperfetta ma reale. Lilo è una bambina hawaiana solitaria che vive con la sorella maggiore Nani dopo la scomparsa dei genitori. La loro quotidianità è minacciata dalla possibile separazione a causa dell’intervento dei servizi sociali. Tutto cambia quando nella loro vita irrompe Stitch, Esperimento 626, creatura aliena caotica ma irresistibile che precipita sulla Terra e viene adottata da Lilo, convinta sia solo un cane molto strano.

Il remake mantiene questa struttura narrativa semplice, ma emotivamente potente. A funzionare davvero è il cuore del racconto: l’incontro tra due outsider, destinati a salvarsi a vicenda.

I cambiamenti, rispetto al cartone animato, tengono conto di quella che è stato l’intero arco narrativo di questi personaggi. Per poterlo ancorare alla realtà, infatti, si sono rese maggiormente plausibili e “pesanti” alcune delle incombenze della vita. La scelta è stata quella di ravvivare la nostalgia di chi è cresciuto con la versione animata, ma anche di chi ha nutrito il proprio amore per Stitch anche attraverso la serie. Vi è qualcosa, nell’intero arco narrativo, che ci fa davvero capire quanto questo live action sia dedicato ai giovani adulti di oggi e non alla nuova generazione. Motivo per cui, questo live action, ci fa quasi urlare al miracolo.

lilo e stitch

Maia Kealoha e Stitch: i protagonisti perfetti

Un film del genere non può funzionare se non sono convincenti i protagonisti. Stitch, grazie a una CGI ben realizzata, mantiene il suo fascino caotico, tra espressioni buffe e un’energia esplosiva. Ma è Maia Kealoha, nei panni di Lilo, a sorprendere più di tutti. Nonostante sia al suo debutto, l’attrice riesce a incarnare perfettamente la tenerezza, la rabbia e la fantasia della bambina originale. La sua chimica con Stitch è credibile e coinvolgente, e rende le scene madri emotivamente cariche, culminando in un terzo atto toccante e quasi impossibile da affrontare senza un nodo in gola.

Si, noi abbiamo pianto. Facendo parte della schiera di trentenni alla ricerca della propria direzione, non possiamo non commuoverci davanti a delle scene così profondamente emotive. Il valore della famiglia è tenuto alto, esattamente quanto lo è quello del cambiamento e dell’inevitabilità degli eventi che la vita ci costringe ad affrontare.

Proprio in questo i protagonisti del film riescono a muovere l’emotività del pubblico. Il successo di questo racconto è dato da tutte le sue componenti. Lilo, e il suo rapporto da outsider con Stitch, ci spinge a guardare indietro verso la nostra infanzia. Nani, invece, ci fa fare i conti con le responsabilità. Un peso che su di lei è gravato prima del previsto, ma che per tanto rende ancora più prezioso il suo percorso di crescita e la sua trasformazione da “sorella” a “madre”.

Dall’animazione al live action: un passaggio delicato ma riuscito

Il film del 2002 era un’esplosione di creatività, imprevedibile e divertente, come il suo protagonista. Tradurre questa energia in un linguaggio live action era tutt’altro che semplice. Il regista Dean Fleischer Camp, già apprezzato per “Marcel the Shell“, ha scelto con intelligenza di non replicare pedissequamente le stesse dinamiche del cartone, ma di trasporne lo spirito, adattandolo alle nuove sensibilità visive. Il risultato è un film più contenuto nell’azione, ma più riflessivo e coerente nel tono, capace di emozionare sia chi ha amato il film originale sia chi lo scopre oggi per la prima volta.

Rispondendo, inoltre, ad alcune polemiche del web: no, la mancanza dei travestimenti di Jumba e Pleakley non si avverte. Com’è possibile vedere dalle scene inserite nel trailer, si è optato per una scelta più “umana” su i due personaggi. Questo elemento è stato giustificato in una mera questione di costi, ma il tutto è più che sensato all’interno della storia. L’umanizzazione dei due semi-antagonisti è contestualizzata in un mondo più “reale e tangibile”. Quasi come se si fosse attinto all’universo di “Men in Black”. Se, però, da una parte i loro travestimenti erano iconici all’interno della versione animata, nel live action diventano non “necessari”. Non neghiamo che sarebbe stato più corretto giocare col vestiario di Pleakley, in modo da restituire la sua iconicità queer, ma la scelta adoperata nel live action risulta coerente.

Sorprese e ritorni nella versione italiana

Un grande applauso va fatto anche alla versione italiana. Chiara Fabiano fa uno splendido lavoro su Nani, riuscendo a darle forza e dolcezza allo stesso tempo. Esattamente come nella versione originale abbiamo il ritorno di Chris Sanders, nella versione nostrana torna Paolo De Santis a cullare la nostra fantasia e i nostri poveri cuori. Luna Tosti è una tenerissima e sorprendente Lilo.

A completare il cast vocale, al fianco dei protagonisti troviamo:

  • Roberto Stocchi: Jumba Jookiba
  • Davide Perino: AG. Pleakley
  • Laura Romano: Presidentessa del Consiglio
  • Paolo Buglioni: Cobra Bubbles
  • Eleonora De Angelis: Sig.ra Kekoa
  • Cristian Vespe: David Kawena
  • Mirta Pepe: Tūtū
  • Elisa Pierdominici: Mertle Edmonds
  • Claudio Marsicola: Insegnante di hula

Una famiglia che conquista, di nuovo

“‘Ohana’ significa famiglia, e famiglia vuol dire che nessuno viene abbandonato o dimenticato”.

Questa frase, colonna portante dell’universo di Lilo & Stitch, risuona ancora con forza in questa nuova versione. Il film esplora la solitudine, la perdita, il trauma e la guarigione con una sensibilità che lo rende più che un semplice remake: è un vero e proprio omaggio alla forza dei legami, anche quelli costruiti in modo inaspettato.

Lilo & Stitch (2025) è tra i migliori live action Disney realizzati finora. Non si limita a copiare l’originale, ma lo reinventa con rispetto e intelligenza. Il risultato è un film toccante, esteticamente curato e narrativamente coerente, che riesce a parlare al cuore del pubblico vecchio e nuovo. Un racconto che ribadisce che, a volte, basta un piccolo alieno blu e una bambina con una macchina fotografica per ricordarci cosa significa davvero sentirsi a casa.

Diretto da Dean Fleischer Camp, con una sceneggiatura di Chris Kekaniokalani Bright e Mike Van Waes, il film vede nel cast Sydney Elizabeth Agudong, Billy Magnussen, Tia Carrere, Courtney B. Vance, Zach Galifianakis e la sorprendente Maia Kealoha nel ruolo della piccola Lilo. Prodotto da Jonathan Eirich e Dan Lin, con Chris Sanders che torna a doppiare Stitch (oltre a essere regista del film d’animazione originale), il film è un delicato equilibrio tra fedeltà al passato e ricerca di un nuovo linguaggio visivo.

di Aida Picone

Guardo troppi film e parlo troppo velocemente, ma ho anche dei difetti!

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