squid game

Lo scorso 27 giugno 2025, Netflix ha distribuito in tutto il mondo la terza e ultima stagione di Squid Game. Si è conclusa, in questo modo, la storia principale di questa serie televisiva dopo quasi quattro anni dal primo rilascio. Cogliamo dunque l’occasione per commentare questi 22 episodi, per chi non è in pari con essi potrebbe incappare in più di uno spoiler

squid game

Il primo approccio che molti hanno avuto di Squid Game è stato un teaser trailer apparso su Netflix pochi giorni prima del debutto ufficiale.
Un gruppo di persone si è ritrovato in un misterioso stanzone sorvegliato da uomini in divisa rosa e maschere con simboli geometrici.
Quest’ultimi hanno cominciato a spiegare loro che queste erano le condizioni per partecipare ai giochi che gli erano stati proposti solo poche ore prima.
Vincendoli avrebbero avuto la possibilità di andare via con una grossa somma di denaro.  

Questo era ciò che avevamo visto nel trailer, ma il primissimo episodio cominciava con il raccontarci un po’ di Seong Gi-hun (Lee Jung-jae), il protagonista di questa storia. Un uomo pieno di problemi, soprattutto per quel che riguarda il lato economico. I suoi creditori ormai non vogliono più aspettare (se non paga in contanti, dovrà farlo con i suoi organi), sua madre è malata e la sua ex-moglie sta facendo di tutto per portargli via sua figlia. Ecco che si ritrova in questo gruppo di giocatori in divisa biancoverde. Del tutto ignaro che chi perde non viene semplicemente eliminato… muore!

“Un due tre… stella!”

La prima sfida vede diversi partecipanti vincere (o meglio sopravvivere), ma è giustamente terrorizzato. I soldati ricordano che hanno ancora la possibilità di tornare a casa, solo se la maggior parte di loro voterà a favore di questa decisione. La votazione avviene prontamente, e a vincere sono coloro che vogliono smettere.

L’organizzazione li prepara per l’evacuazione, ricordando però che se vogliono tornare a giocare potranno farlo in seguito. Così poche ore dopo molte di quelle persone, anche quelle che avevano inizialmente deciso di scappare, decidono di tornare nello stanzone. Il motivo alla base di questa terribile decisione è semplice: i giocatori scelti per queste sfide non sono stati casuali. Sono tutte persone che per un motivo o per un altro si ritrovano indebitate fino al collo, e non sapendo in che altro modo trovare i soldi per sistemare le loro vite decidono appunto di tornare a loro rischio e pericolo, tra cui anche Gi-hun. 

Ed ecco il primo grande spoiler per chi non ha mai iniziato questa serie: alla fine della prima stagione Seong Gi-hun riesce a vincere i giochi, ma a che prezzo? 
Nel finale si scontra con il suo amico d’infanzia Cho Sang-woo (Park Hae-soo) e prova a salvarlo dopo una dura lotta, ma quest’ultimo decide di farla finita, perché tornare a casa senza montepremi sarebbe inutile per entrambi. 

Il Dio Denaro ha troppo influenzato le loro vite.
Gi-hun, una volta tornato a casa con quei soldi pieni di sangue, estingue i suoi debiti e aiuta alcune persone bisognose, ma decide di non usarli minimamente per il proprio benessere. 
Almeno inizialmente. Dopo un po’ di mesi è in procinto di andare a trovare sua figlia negli Stati Uniti, ma quando si accorge che il gioco sta reclutando nuove persone, sceglie di non salire più su quell’aereo, e affrontare l’organizzazione criminale per impedire nuove stragi future.  

Ma come mettere in pratica questo piano? 

Dopo la chiamata con il Front Man, appare subito chiaro che è sempre stato strettamente sotto controllo. Come potrebbe un uomo solo, e costantemente osservato, fermare un nemico molto più forte e ricco di lui? 
Ci voleva un buon lavoro da parte degli sceneggiatori per proseguire degnamente questa storia, e gran parte di questi legittimi dubbi sono cominciati a sparire già con il primo episodio della seconda stagione.

Gi-hun non solo è stato in grado di togliersi di dosso il localizzatore, ma ha provato fin da subito a rendere pan per focaccia ai suoi nemici. Attraverso quei soldi sporchi ha assunto la piccola organizzazione criminale di Kim (Sung Do Youn) e Choi Woo-seok (Jeon Seok-ho) in modo da poter individuare i reclutatori del gioco. Dopo mesi di tentativi a vuoto si vedono improvvisamente i primi risultati, che però portano subito a dei gravi imprevisti.

Ora che i piani di Gi-hun sono stati scoperti, sarà ancora in grado di distruggere gli Squid Game?  
Chi organizza questi giochi ha da sempre una sadica passione per il rischio, così il Front Man, ormai a tutti gli effetti l’erede di Oh Il-nam (Oh Yeong-su), accetta finalmente la richiesta di Gi-hun di partecipare nuovamente alle sfide. Il nostro protagonista positivo si fa dunque di nuovo catturare contando sul fatto che il detective Hwang Jun-ho (Wi Ha-joon) e Woo-seok dall’esterno possano finalmente individuare l’isola misteriosa e porre fine a tutto quanto.

Come immaginavamo quando abbiamo visto il finale della prima stagione, tutto questo era tutt’altro che facile. Gi-hun capisce fin da subito che una buona parte del piano è fallita in partenza. L’organizzazione ha trovato il suo trasmettitore, e così ora i suoi amici non possono più ritrovarlo con facilità. Non gli resta che riprendere davvero a giocare, cercando di portare in salvo più concorrenti possibili, con la speranza che prima o poi qualcuno di buono li troverà.

Dal momento del risveglio nello stanzone ci saranno altri undici episodi totali considerando anche la terza stagione, distribuita al contrario della seconda in brevissimo tempo (solo sei mesi di attesa), per arrivare al tanto agognato finale della serie principale. 
La conclusione non è piaciuta a molti spettatori, ai quali andrebbe intanto chiesto: che cosa vi aspettavate di vedere allora?

Ogni persona di buona volontà si augurava naturalmente la vittoria di Gi-hun contro l’organizzazione, ma al tempo stesso sembrava una battaglia persa in partenza. Nonostante i milioni a disposizione del protagonista, il Front Man ne aveva comunque molti di più, e questo gli ha permesso copertura e sicurezza, senza contare che Gi-hun non poteva neanche contare sul sostegno delle autorità, che come dimostrato nella prima stagione non era disposte a credere a una storia così macabra da sembrare semplicemente complottista o pazzoide.

Gli stabilimenti sono andati distrutti con l’arrivo della guardia costiera, ma nessuno dei responsabili è stato alla fine catturato, e quindi gli Squid Game potranno in futuro ricominciare non solo nei mari della Corea ma anche nel resto del mondo.
Perché l’episodio finale ci mostra un reclutamento in una nota città degli Stati Uniti d’America ad opera di una donna interpretata da una delle più grandi stelle di Hollywood.  

Un finale agrodolce, se non più tendente all’amaro, perché magari il Front Man non si è davvero pentito delle sue azioni come molti hanno pensato vedendo i suoi ultimi gesti dopo la fine dei giochi. 
Il protagonista negativo di questa storia semmai è solo uno ligio al dovere.  
Ha fatto in modo che la vittoria della piccola 222 fosse valida affidando lei e il denaro vinto a un degno tutore, così come la riconsegna del denaro di Gin-hun alla figlia di quest’ultimo può essere vista come una semplice questione di eredità.  

L’unica cosa che si può invece imputare a Gi-hun è di non aver annunciato i particolari della sfida ai nuovi concorrenti prima della firma della liberatoria. Magari così i nuovi giochi si sarebbero interrotti sul nascere. Per il resto ha davvero provato a salvare più persone innocenti possibili. Provando ad agire con forza contro questo sistema creato da persone vergognosamente ricche. Perché non è una vera colpa possedere più soldi degli altri, ma come si utilizza questa fortuna.  

Squid Game non è solo una critica alla società sudcoerana. Un Paese che, come ci raccontano altri prodotti audiovisivi come Parasite di Bong Joon-ho, è pieno di persone sul lastrico per il loro immaturo desiderio di vivere al di sopra delle loro possibilità.
È appunto anche una condanna a certi “Paperoni”, che si sono divertiti a giocare in maniera terribile con le vite degli altri. Una storia di finzione fino a un certo punto, in poche parole. 

In attesa di scoprire cosa ci riserverà lo Squid Game Americano, chiudiamo questo articolo di analisi parlando della versione italiana.
La prima stagione ci ha messo un po’ ad arrivare da noi nella nostra lingua. Le lamentele degli appassionati di questo mestiere sono alla fine servite.
Dopo poco più di due mesi il doppiaggio italiano è stato affidato alla direzione di Lucio Saccone. Mentre l’adattamento dialoghi a Marco Liguori, Federica Cappellanti e Luca Dresda
Un cast tecnico confermato anche per la seconda e terza stagione, che fortunatamente sono arrivate in italiano in contemporanea mondiale.  
Tanti voci eccellenti si sono sentite nel corso di questi 22 episodi

La lista completa sarebbe troppo lunga, ci limitiamo a citare quelli più significativi, senza togliere naturalmente nulla al lavoro degli altri professionisti. Come:

  • Gianfranco Miranda,
  • Francesco De Francesco,
  • Gianni Giuliano,
  • Alessandra Kormpay,
  • Andrea Moretti,
  • Stefano Alessandroni,
  • Sara Vitagliano,
  • Vanina Marini,
  • Marco Briglione,
  • Matteo Costantini,
  • Sofia Fronzi,
  • Graziella Polesinanti,
  • Stefanella Marrama,
  • Gianluca Crisafi,
  • Dario Oppido,
  • Diego Gallo,
  • Francesco Meoni,
  • Livia Amatucci,
  • Gabriele Vender,
  • Alice Pantile,
  • Emanuela Rossi.  

Related Post

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *