Digger

Sembrava una mattina come le altre per il petroliere Digger Rockwell (Tom Cruise).
Primo pensiero, occuparsi della sua gatta Maggie. Poi, tutto quel che riguarda il suo impero legato all’oro nero. Tutto nel suo stile, pieno di ego e saccenza. Non vuole dare retta al semplice realismo del suo veterinario, ma anche e soprattutto al suo responsabile di un giacimento in Groenlandia. E così un iceberg enorme si stacca dal resto del ghiacciaio, e punta verso l’Europa. C’è una remota possibilità che cambi direzione, ma in caso contrario? Secondo Digger, il Presidente degli Stati Uniti Compson (John Goodman) non deve affatto preoccuparsi, perché sono già pronte diverse contromisure… dialettiche!

Tra profezie geopolitiche e satira grottesca

Quattro anni dopo Bardo – La cronaca falsa di alcune verità, Alejandro González Iñárritu torna al cinema con un film che era stato pensato quasi un decennio fa (quindi le recenti tensioni tra Stati Uniti e il Regno di Danimarca sul controllo della Groenlandia non dovrebbero aver in alcun modo influenzato questa lavorazione: sembrano dunque solo una macabra coincidenza).

Digger è forse il film con attori in carne e ossa che più si avvicina alla satira delle grandi serie animate a stelle e strisce. Come né I Simpson, I Griffin, Futurama e South Park, gran parte dei personaggi sono grotteschi e macchiettistici, ma funzionano, perché il tono di questo lungometraggio è chiaro fin dai primissimi minuti. E come ogni opera satirica dovrebbe essere, Digger non punta il dito contro un solo pensiero, o una categoria di persone.

Una riflessione senza sconti

Non siamo di fronte a un’opera conservatrice come la serie TV Landman di Paramount+, ma è evidente che al giorno d’oggi non sono state trovate vere alternative al petrolio, e soprattutto, anche le persone comuni che dicono di avere a cuore il futuro del pianeta non sembrano voler mai rinunciare a quelle piccole cose che però contribuiscono comunque all’inquinamento mondiale.

Un film che offre dunque molti punti di vista e riflessione, soprattutto sulla formula “tragedia + tempo = commedia”, come fece dieci anni fa il documentario The Last Laugh di Ferne Pearlstein.

L’estetica dei personaggi

Un’opera ambiziosa e senza filtri, al contrario di Tom Cruise, che ha dovuto usarli in maniera insolita per apparire più anziano e riprovevole rispetto al suo aspetto “forever young”, senza dimenticare che questo è il primo film cinematografico in cui possiamo vedere il grande dimagrimento di John Goodman. E anche quello ha influito, perché appunto l’estetica in Digger è stata importante tanto quanto la dialettica.

Tutto questo, e molto altro, è disponibile andando al cinema da giovedì 1° ottobre 2026, perché da quel giorno Digger è nelle nostre sale, grazie alla distribuzione della Warner Bros.

Related Post

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *