Fin qui tutto bene?

Dopo Avenzers Italian Super Heroes (evidente parodia italiana del Marvel Cinematic Universe) Cosimo Bosco torna dietro alla macchina da presa con “Fin qui tutto bene?”. Un film di cui è anche lo sceneggiatore (insieme ad Emanuele Lanza), prodotto da Jessica Botti. Al cinema da giovedì 11 settembre 2025 grazie alla distribuzione della Green Film SRL.

Quest’opera seconda di Bosco è ispirata a una storia vera: quella del regista che, durante la pandemia da Covid-19, ha vissuto una situazione simile. Il tutto è raccontato attraverso il personaggio di Matteo (Francesco Isasca): uno studente universitario molto portato per la fotografia. L’avvento del noto virus ha sconvolto e distrutto tante persone in tutto il mondo, e per quel che riguarda Matteo, sarà movente per l’atto estremo compiuto da uno dei suoi familiari più stretti.  
La situazione da quel momento in poi diventerà per lui terribile, ma almeno non è solo. Oltre a ciò che rimane della sua famiglia, ci saranno altre persone ad aiutarlo. Il suo migliore amico (Antonio Apadula), il suo professore universitario (Simone Moretto) ma anche Lucia (Marta Moschini), il suo nuovo amore. Riuscirà davvero a risalire da un fondo che sembra davvero insormontabile? 

Un cast davvero importante quello che ha preso parte a “Fin qui tutto bene?

Partiamo da Maurizio Mattioli, che aveva già lavorato con Bosco in Avenzers Italian Super Heroes.  
Il celebre attore e doppiatore italiano, interpretando Davide, il padre del protagonista, ci ha regalato una nuova prova attoriale di grande valore. Non è mancata anche questa volta la sua proverbiale romanità, piena di ironia dialettale, ma nei momenti drammatici ha saputo toccare davvero il cuore dello spettatore.

Nei panni della mamma di Matteo, Paola, è stata scelta Roberta Garzia, nota al pubblico soprattutto per il personaggio di Gaia De Bernardi nella sit-com Camera Cafè.
Una storia drammatica che ha al suo interno diversi momenti soft horror (in cui è stato spesso protagonista Maurizio Siano nei panni di un senzatetto) per evidenziare i tormenti interiori dei protagonisti colpiti prima dal Covid e poi dalla tragedia familiare. Un’atmosfera in grado di riportarci ai difficili momenti che tanti di noi hanno vissuto cinque anni fa. E il merito di tutto ciò va anche alle musiche di Pino Tatufo.

Non mancano comunque anche i momenti positivi, soprattutto quando comincia la storia d’amore tra Matteo e Lucia, e dei siparietti comici in grado di alleggerire ogni tanto la situazione. Oltre al già citato Maurizio Mattioli, anche Gianni Parisi e Rita Funes sono stati ideali sotto questo aspetto.

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